L'artista

e la musica



 

Intervista a Roberto Sironi

di Fabio Antonelli (intervista per Tonnuto)




Roberto Sironi: un uomo e un artista da ri-scoprire!


Artista poliedrico, uomo di spettacolo, autore di canzoni, di teatro, pittore e regista, Roberto Sironi è stato definito dalla presse europea un “Gentilhomme italien”. Le sue canzoni, dal sapore musical-cinematografico e interpretate con grande stile, hanno fatto di questo personaggio un punto di riferimento nell’attuale panorama musicale e artistico europeo. L’artista nelle sue molteplici Tournées ha ottenuto un importante e unanime consenso da parte della critica e del pubblico portandolo ad esibirsi in tutta la FRANCIA, in GERMANIA, in SVIZZERA, in BELGIO ed in INGHILTERRA dove ha partecipato con ENNIO MORRICONE al Festival “ Only Connect “ al BARBICAN CENTER di LONDRA. L’artista ha al suo attivo otto Albums e sono da annoverare tra le tante collaborazioni artistiche quelle avute con ITALO “LILLI" GRECO, Ennio MELIS, EDDY MAROUANI e ALESSANDRO SIRONI, arrangiamenti/direzione d’orchestra. Se l’umore e la seduzione hanno delle frontiere, possiamo dire che questo personaggio ha tutta l’aria di un “talentuoso” contrabbandiere di uno stile artistico raffinato e di grande classe musicale!

1) Una sera di questo gennaio ero alla Casa 139 di Milano per un concerto della Banda Elastica Pellizza, al quale ero stato invitato dall’amico Daniele Lucca (manager del gruppo) ed ero nei pressi del bar con Lelecomplici (che aveva poco prima aperto la serata) e vedo Stefano Perino, delle Officine Sonore di Vercelli, chiacchierare con un tizio che poco dopo mi presenta come ex-autista, un tipo un po’ originale, a dire il vero capisco quasi subito che mi sta prendendo in giro e cerco allora di capire dallo sconosciuto chi realmente sia: questi dice, ma non dice, mi chiede anche del Tonnuto (aveva visto alcune copie distribuite nel locale) e della mia passione per la musica, filosofeggia a lungo sul mondo, la vita e l’arte, insomma mi incuriosisce a tal punto che gli chiedo con insistenza di dirmi chi sia, mi dice allora solo un nominativo Roberto Sironi, consigliandomi di guardare un po’ in Internet perché qualcosa nell’arte ha fatto, non aggiungo altro, ma vorrei invece che fossi tu Roberto a presentarti meglio ai lettori?


Partiamo dalla musica allora, che è stata ed è sempre la mia passione principale!Dopo aver partecipato al Premio Tenco nel 1991 sono “emigrato artisticamente in Francia”dove ho vissuto per più di dieci anni tra Parigi e la Borgogna!Ricordo i primi quattro concerti fatti in un piccolissimo caffè teatro a Parigi…è da lì che la mia storia e la mia carriera artistica cambiano in maniera totale!I quattro concerti sono diventati una cinquantina, forse di più, nello stesso locale…E poi altre date in altre città e cosi via!Insomma, per anni, mi sono trovato ad esibirmi in tutta la Francia, poi in Inghilterra, in Germania, Svizzera e Belgio. Accompagnato da sette musicisti e dal mio collaboratore più fedele, mio figlio Alessandro, musicista, arrangiatore e compositore…Lui è stata una delle chiavi principali del nostro successo all’estero!Insieme abbiamo combattuto moltissime battaglie e fatto centinaia di concerti!Insieme abbiamo esportato veramente e quando dico “veramente” intendo sui palchi di mezza Europa, davanti alla gente, la musica italiana, la canzone d’autore, la cultura e la lingua del nostro Paese…Molte volte è stato un sacrificio, ma ne è valsa la pena!Per un artista essere in un qualche modo capito, apprezzato e stimato in altre situazioni, in altre culture è molto importante, sicuramente appagante!Io poi personalmente sono convinto che un artista debba necessariamente essere capito ovunque, quindi…!

Poi è arrivata la pittura che anche per me è stata una grande sorpresa, sia come uomo che come artista!Quando capita faccio mostre in Italia e non e devo dire che sono molto contento di come sta andando…certo non è la musica, in pittura sei solo, ma io ho anche bisogno di certi tipi di solitudini dove finalmente posso stare con me stesso…Con il lavoro che faccio ho sempre visto e vedo la gente dal palcoscenico, la pittura mi permette di fare il contrario e cioè di scendere dal palcoscenico, diventare pubblico e finalmente godermi lo spettacolo!

Infine c’è il cinema, altra mia grande passione!Sono sempre stato affascinato dalla Settima Arte a tal punto che ho fatto una follia, ho fatto un film!

Si possono fare molte cose per incoscienza, anche, e soprattutto nel mio caso, un film!Ora sarebbe troppo lungo spiegare, tutto nasce attraverso un bluff che simpaticamente e senza nessuna malizia, ho fatto e organizzato con un signore francese che lavora nel mondo della cultura e del cinema francese, al quale, ho proposto un film, il mio, che avevo appena terminato?! La risposta, non solo, è stata un si, ma con in più una sua proposta di far partecipare il film ad un Festival di cinema come opera prima!Il solo piccolo problema di tutta questa faccenda è che non c’era nessun film e avevo solo due mesi di tempo per cercare di non perdere questa occasione e soprattutto la faccia!

Il film è stato realizzato in otto giorni, senza soldi e girato tra l’Italia e la Francia. Alla fine dopo varie peripezie è stato proiettato durante il “Festival del Cinema di Cannes 2008”come evento collaterale nella sezione Cannes Cinéphiles allo Studio 13 /Mjc Picaud di Cannes…non male per una prima volta!


2) Solitamente comincio le mie interviste con una domanda provocatoria, allora parto subito dal fatto che molti tuoi detrattori dicono che fai il verso a Paolo Conte, io personalmente ritengo invece che a parte il fatto che avete cominciato la scalata al successo partendo entrambi in Francia (come d’altronde anche lo stesso Gianmaria Testa, anch’egli spesso accostato al maestro astigiano) non siano poi così tanti gli elementi che vi accomunano, vorrei però che fossi tu a difenderti da queste “accuse”.


Per rispondere a questa domanda basterebbe riportare pari pari una frase di Italo”Lilli”Greco, eminenza grigia della canzone d’autore italiana e non solo, nonché mio grande amico e mentore, che rispondendo alla domanda di un giornalista: ”Che differenza c’è tra Paolo Conte e Roberto Sironi?” disse: ”Paolo è un parigino…Roberto un marsigliese!”.

Per chi conosce le due città la differenza è netta, a parte la lingua che è la stessa e cioè il francese!In arte succede un po’ la stessa cosa!Credo di poter dire che io e Conte siamo della stessa razza musicale e artistica ma molto diversi tra noi!Certo non posso negare che tra me e lui i gusti musicali sono molto affini, direi una scelta di fondo, ma poi restano le canzoni, le storie delle canzoni, l’interpretazione delle canzoni!Molti anni fa in Italia si faceva confusione tra Montand e Trenet… Brel e Ferré… Brassens e Moustaki, ecc… Oggi sappiamo benissimo che ognuno di loro è un “mondo” a se stante!Non esistono artisti che si assomigliano, è un abbaglio!Esistono artisti che “servono” e artisti che “non servono a niente!” Ci sono artisti che rimangono per sempre e artisti che passano e se ne vanno!Ci sono artisti molto famosi, ma non tutti entreranno nella Storia quella con la S maiuscola!E poi ci sono gli equivoci: comuni personaggi celebri che per difetto o ignoranza definiamo artisti!Quelli sono il peggio! La critica sovente è molto disattenta…a volte impreparata!Certo non basta l’ascolto di un cd per collocare un artista! Il pubblico e il tempo sono le sole entità cui fare riferimento, il resto sono chiacchiere ed opinioni e ognuno può fare ed avere le proprie!


3) Io credo che il tuo mondo musicale oscilli costantemente tra sonorità jazz intrise soprattutto di swing ed improvvise aperture verso la musica classica, con preponderanza di jazz quando suoni in ottetto, vista la presenza di una splendida sezione fiati ed invece con maggiore classicità quando suoni in quintetto, quando cioè gli archi la fan da padrone, dico una fesseria?


In realtà a questa domanda potrebbe risponderti meglio mio figlio, che è l’arrangiatore e alcune volte anche compositore di alcune mie canzoni…Per quanto mi riguarda, la musica è swing e quando dico swing non intendo solo il genere musicale, ma “swing!!”: ritmo e complicità… tempo e passione… divertimento e allo stesso tempo distacco… insomma un accordo magico! E dove c’è swing c’è tutto questo!

Qualcuno ogni tanto mi chiede cos’è lo swing e io rispondo sempre la stessa cosa: ”E’ un metronomo nel cuore!”

Nella mia visione musicale il jazz e la musica classica si fondono, si confondono e si rifondano in quella che io poi considero in sintesi la “musica popolare” e non populista!Oggi il mondo musicale è in maggior parte un concentrato di suoni populisti!


4) Dal punto di vista dei testi mi sembra di cogliere una tua innata passione per il “bozzetto”, inteso come rappresentazione essenziale della vita quotidiana con un’intrinseca valenza filmica, è un po’ come se molti tuoi testi fossero delle idee per delle sceneggiature di film o cortometraggi solo pensati e mai realizzati, forse perché in fondo la vita è cinema o il cinema è vita, che ne pensi?


Per me personalmente la musica è sempre stata la colonna sonora della mia vita e delle mie canzoni!Qualcuno ha detto che le mie canzoni sono cinematografiche, dei piccoli films… E’ vero! Comunque vogliamo vederla, la canzone è sempre sintomo di racconto…C’è sempre una storia da raccontare in un a canzone, quindi dove c’è una storia, quasi sempre c’è anche musica e nel mio caso la musica non è lì soltanto per accompagnare le parole, ma per renderle “visibili”!Le parole servono ad immaginare, ad evocare…alle volte ho la sensazione che si possano addirittura vedere!

Certamente c’è soltanto una linea immaginaria che divide la vita dal cinema, perché nella realtà le due cose si fondono anche quando si tratta di fantasia…L’una non può fare a meno dell’altro…E’ una coppia inseparabile!


5) Restiamo nell’ambito dei testi o meglio dei linguaggi utilizzati nelle tue canzoni, che per chi non le conosce dico soltanto che sono molto lontane dal mondo musicale dominante, ossia quello anglosassone, hai nel tempo utilizzato l’italiano, il francese ed il dialetto milanese, personalmente resto affascinato dall’uso del dialetto milanese perché lo considero molto più morbido e dolce del comasco, perché mantiene in sé il fascino del francese con il pregio di rendere l’oggetto della canzone, come dire… più realistico, a volte par quasi di toccarlo con mano, sei concorde?


Come dicevo prima le parole servono ad immaginare, ad evocare…Nel caso del dialetto si ha in più un suono poco conosciuto alle orecchie e quindi in una qualche maniera più esotico, nel senso d’insolito, di molto lontano!Oggigiorno il dialetto milanese non è più parlato ed è un peccato pèrchè poi come ogni dialetto a suo modo è una lingua, quindi trattiene in se una memoria che non è solamente storica ma anche culturale…In ogni dialetto c’è una quotidianità, un modo di vivere e di pensare…insomma c’è vita!

Effettivamente il dialetto milanese è molto vicino alla lingua francese, alcune volte non si colgono le differenze, soprattutto sugli accenti!C’è una cosa simpatica che devo raccontare…Avendo vissuto in Francia ho dovuto necessariamente imparare il francese e questo ha provocato la totale scomparsa del mio dialetto milanese – che parlavo benissimo! – C’è voluto molto tempo, poi, per riacquistare la parlata, gli accenti ed il vocabolario, talmente le due lingue si confondono…è stato come ricominciare di nuovo ad imparare la lingua di mio padre e di mia madre!


6) Per chi ancora non ti conosce, vorrei ricordare che hai alle spalle ben otto album, a partire da “Io sono un artista” del lontano 1988 (però ancora acquistabile online su www.map.it) fino al disco live “Live in Milan” del 2006 registrato al Teatro di Verdura a Milano e suonato con l’attuale formazione in ottetto, c’è un album tra questi che ami più degli altri ed invece uno cui magari rimetteresti mano, che avresti col senno di poi realizzato diversamente, oppure li difendi tutti come fa un padre con le proprie creature?


Un disco non è altro che una testimonianza artistica di un periodo!No, non cambierei niente!Voglio bene a tutti questi album e per ognuno di loro ne ho un motivo. Sono stati e lo sono tuttora, punti di riferimento nella mia creazione artistica !Appuntamenti che non si possono scordare…Amori che sono passati nella mia vita e che mi hanno lasciato qualcosa…Passioni, illusioni, ricordi, delusioni, promesse e tradimenti!Senza dimenticare che questi otto album sono stati tra i miei migliori compagni di viaggio, sia artistico che umano! ”Non, rien de rien!... Non, je ne regrette rien!”


7) Proprio partendo da un bagaglio produttivo così cospicuo, com’è stato il tuo ritorno in Italia, dopo anni di concerti e di successi all’estero? Penso che un po’ di delusione ci sia pur stata, anche la tua partecipazione al Tenco nel 1991 sembra esser stata dimenticata od ignorata da tutti, compreso il sottoscritto, pensi ancora che il Tenco così com’è oggi possa creare attenzione intorno ad un’artista ed è ipotizzabile in tal senso una tua futura partecipazione in qualche prossima edizione?


Prima di tutto, partecipare al Tenco non spetta a me deciderlo ma ai responsabili della manifestazione e poi sai, dal 1991 ad oggi ne è passata di acqua sotto ai ponti…qualche volta anche sopra!Io sono rimasto lontano dall’Italia per molto tempo e come dicevo prima, da parte mia ho cercato di far conoscere la cultura musicale italiana dove e quando ho potuto!Ho cantato le mie canzoni nella mia lingua e anche nel mio dialetto davanti a pubblici di culture differenti e il risultato è stato stupefacente: centinaia di concerti!

Di più non so dire!


8) In Italia c’è purtroppo il vizio da parte di molti critici musicali di accostare un’artista ad un altro per questo Capossela è troppo Waits, Tessadri è troppo Capossela, Testa è troppo Conte, non voglio qui assolutamente tornare sul discorso della tua assomiglianza con Conte (che semmai esistesse la vedrei per certi aspetti più con suo fratello Giorgio che non con Paolo), vorrei invece chiederti se tra i colleghi italiani c’è qualche nome che stimi in particolar modo e che ritieni particolarmente meritevole per qualità ed originalità o con il quale magari vorresti collaborare?


Premetto che io ho una grande stima per tutti gli artisti, quelli veri s’intende!Questo riguarda la musica, come la pittura ecc…Mi ha sempre affascinato il loro mondo e soprattutto quell’indescrivibile meccanismo diabolico che è il talento!Non c’è niente di più straordinario, sorprendente ed unico come il talento!

Quindi certo che collaborerei con altri artisti, anche se mi ritengo un solitario. Ma direi inoltre che ci vogliono affinità artistiche molto importanti e un motivo, come dire, “eccitante”, all’altezza di quello che potremmo definire “ un accoppiamento passionale!”dal quale fare nascere qualcosa di autentico…”eticamente artistico!”


9) Si parlava di colleghi, prendo spunto allora da una recente intervista concessami da Eugenio Finardi in cui l’artista milanese esprimeva un suo personale punto di vista sulla “canzone d’autore” in Italia dicendo: “Non trovo giusta l’enfasi che in Italia si ripone sulla figura del cantautore, uno che canta, scrive e suona, scrive parole e musica di quello che fa… e chi se ne frega! Non trovo che la “canzone d’autore” sia un genere, lo trovo semmai un limite” tirando poi in ballo, a titolo d’esempio la musica classica in cui questo fenomeno è pressoché sconosciuto, tu come ti poni in merito?


“Canzone d’autore”è un concetto che non ha ancora deciso da che parte stare…E cioè se stare dalla parte di tutti gli autori che scrivono canzoni o se stare con “autori che scrivono solo certe canzoni”più colte, meno becere, come si dice abitualmente: ”Non commerciali!”Anch’io penso che la Canzone d’autore non sia un genere, per la precisione non lo è più!Io l’ho sempre chiamata “Canzone d’artista”perché cantare certe canzoni non basta averle scritte!Ci vuole altro… ma ora sarebbe troppo lungo parlarne!Magari in una prossima intervista!


10) Ecco, direi che a questo punto sia giusto guardare al futuro o no? Cos’hai in cantiere, quali sono le tue aspettative in tal senso? Non solo nell’ambito strettamente musicale vista la poliedricità della tua arte?


Ora sto cercando di “rientrare musicalmente e artisticamente in Italia” anche se vivo sempre tra Parigi e Milano!Il mio cantiere è sempre aperto e molti sono i progetti che mi piacerebbe realizzare! Musicalmente un album con le nuove canzoni, accompagnato da concerti! Cinematograficamente vorrei cominciare a girare dei cortometraggi e forse un altro film e tra una cosa e l’altra continuare a dipingere! Ora però devo ricominciare da dove ho lasciato, cercare di riprendere il filo delle cose e conquistare la stima degli italiani!

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